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Masterclass/Live Cooking e Meet & Greet Lecture
A cura di Johanne Affricot, Eric Otieno Sumba
Assistente curatoriale Lea Ramaswamy
Coordinamento scientifico
Gaia Delpino, Rosa Anna Di Lella, Museo delle Civiltà

25 e 27 novembre 2022
Museo delle Civiltà – Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari
Piazza Guglielmo Marconi 8, Roma EUR

Masterclass/Live Cooking
25 novembre, ore 18.15 – 21.30
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Meet & Greet Lecture
27 novembre, ore 13.30 – 15.00
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Progetto sostenuto e co-finanziato dal Segretariato Generale – Servizio III del Ministero della Cultura

La riflessione sul concetto di “tradizione” e l’affermazione dell’importanza delle forme di cultura immateriale sono alla radice di RIFORMULARE LE TRADIZIONI. Innovazione Culinaria come Patrimonio Culturale Immateriale, doppio evento costituito da una Masterclass/Live Cooking e Meet & Greet Lecture di Chef Binta (Sierra Leone, 1984) al Museo delle Civiltà, che si svolgeranno rispettivamente il 25 e 27 novembre 2022 presso la sede del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari (Piazza Guglielmo Marconi 8, Roma).

Chef Binta presenta un racconto della cucina dell’Africa occidentale in relazione al popolo nomade Fulani, con un approccio che valorizza le sue radici storiche e inquadra le sue tradizioni come fondamentali per la sua continua evoluzione. Il popolo Fulani rappresenta il più grande gruppo pastorale e nomade del mondo, stanziato in tutta l’Africa occidentale. Chef Binta descrive lo stile di vita dei Fulani come intrinsecamente sostenibile e minimalista, in cui la vita senza legami materiali è parte integrante della loro identità nomade. Chef Binta cattura gli aspetti immateriali della tradizione Fulani nella sua serie di cene Dine On A Mat, in cui il gesto di sedersi per terra per condividere il pasto, di tenere le ciotole in alto per far mangiare le persone anziane, e di aspettare di dividere la carne tra i/le commensali prima di consumarla, ha trasmesso i valori Fulani attraverso l’atto della convivialità.

Prima persona africana a ricevere il Basque Culinary World Prize nel 2022, Chef Binta ha destinato i fondi del premio alla costruzione della sua associazione, la Fulani Kitchen Foundation, che ha avuto un impatto su oltre 300 famiglie di 12 comunità e 4 regioni del Ghana. L’enfasi posta da Chef Binta su una cucina che valorizza ingredienti come il fonio – un cereale antico che cresce in poche settimane, resiste alle alte temperature e richiede poca acqua – interseca le pratiche agricole locali guidate dalle donne con i temi globali della sostenibilità e della sicurezza alimentare, nonché dell’empowerment intersezionale delle donne.

L’idea stessa di “tradizione” su cui lavora Chef Binta, anche nel doppio evento al Museo delle Civiltà, è estremamente ambigua e fuorviante, perché falsamente connessa alla presunta natura statica, senza tempo, delle pratiche culturali a cui fa riferimento. In contrasto con queste concezioni, nella vita reale la tradizione è molto più dinamica e mutevole: seleziona e trasmette costumi, pratiche, narrazioni e conoscenze, richiamando il passato e adattandolo alle esigenze del presente. Tuttavia, la tradizione va ben oltre il dato materiale: in tutto il mondo, la tradizione è codificata in una moltitudine di forme immateriali che possono essere performative, cerimoniali o persino ordinarie, dai canti alle danze, dalla creazione e ascolto di musica alla preparazione o al consumo di cibo. Tutte queste attività riproducono, codificano e trasmettono le tradizioni in modi immateriali, a loro volta fondamentali per la sopravvivenza delle tradizioni e degli esseri umani, per i quali queste rappresentano alcune delle forme più importanti di valore sociale.

La presenza di Chef Binta al Museo delle Civiltà si inserisce all’interno di un progetto di cooperazione culturale con il Musée des Civilisations Noires di Dakar realizzato con il sostegno e cofinanziamento del Segretariato Generale – Servizio III del Ministero della Cultura per valorizzare e documentare beni culturali immateriali contemporanei in Senegal e in Italia e costruire una piattaforma digitale di disseminazione e fruizione comune.

La collaborazione con Chef Binta fa parte, inoltre, del nuovo programma del Museo delle Civiltà, basato su una progressiva messa in discussione e aggiornamento della sua storia e della sua ideologia istituzionale. Questo nuovo programma sostiene l’urgente necessità che il museo rifletta sistematicamente sulla sua identità e sulle sue funzioni, chiedendosi se e come possa operare oggi un museo antropologico contemporaneo. Proprio in questa direzione, attenta al presente e alle sue tradizioni, si muove la collaborazione con Chef Binta, volta a sollecitare domande, come ad esempio “che cosa significa mettere in mostra le tradizioni?”, che interrogano la dicotomia immaterialità/materialità nel contesto di un museo dedicato appunto alle tradizioni, in cui la natura effimera e temporanea connessa al consumo fugace di cibo, come nelle attività proposte da Chef Binta, si pone in rapporto dialettico con la permanenza statica dell’esposizione in vetrina degli oggetti museali e permette di ricoprirne il valore d’uso quotidiano e comunitario.